Mi chiamo Antonio, come mio nonno.
Come mio nonno faccio rubinetti.
Come faceva mio nonno- proprio come lui- anch’io guido l’auto, vivo in un appartamento, accendo
e spengo la luce.
I gesti sono gli stessi, sono gli oggetti a essere cambiati.
Le auto sono diventate ibride, le case sono diventate ecocompatibili, l’energia è diventata pulita e
i rubinetti sono diventati i rubinetti Antonio Frattini: pensati per essere i primi rubinetti sostenibili.

Ho pensato che in un mondo che stava cambiando i rubinetti non potevano rimanere gli stessi.
Allora ho fondato un’azienda. Un’azienda figlia del suo tempo ma nipote della grande fabbrica
italiana di inizio novecento: un luogo che produceva cose belle e in cui era altrettanto bello andare a
lavorare.
Ho deciso che al vertice dell’organigramma non ci sarebbe stato nessun CEO, nessun
amministratore delegato. Ma il prodotto, il rubinetto.
È lui che viene prima di tutti, è per lui che lavoriamo ogni giorno.
Con lui vengono a misurarsi importanti designers, a perfezionarlo, renderlo unico e inimitabile.
Per lui, ho deciso di intraprendere una strada molto difficile, in collaborazione con Legambiente: quella della sostenibilità.
Perché sappia esprimere quei valori di innovazione, ecologia e sensibilità ambientale meglio di quanto questo breve testo potrebbe mai fare.


XXII Compasso d'oro

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sostenibile

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